Metodi e Tecniche

La metodologia si distingue in due parti: diagniostica (raccogliere informazioni, ricerca dell'ISO) e terapeutica con l'obiettivo di ricercare canali di comunicazione di livello regressivo e canali di comunicazione nuovi. L’utilizzo della musicoterapia attiva e ricettiva oltre alla preparazione fisica, obiettivo della maggior parte dei corsi pre-parto, aiuta ad affrontare le dinamiche re­lazionali, gli aspetti psicologici e soprattutto la relazione col bambino a partire dall’in­fluenza psichica della madre che crea, già durante l’epoca gestazionale, un legame in­dissolubile tra lei ed il nascituro. La mobilitazione delle risorse psicofisiche avviene sia con modalità attive che recettive, perchè il percorso del suono recepito o prodotto è tale da coinvolgere la persona nella sua unitarietà. Al riscontro fisico si aggiungono infatti varie possibilità di attivazione neuromotoria così come interpretazioni e letture orientate in senso emotivo-affettivo.

Questo aspetto singolare richiede che nella realtà prassica, si individuino le seguenti tecni­che operative rispondenti al percorso musicoterapico della diade con interventi volti sia alla tutela della salute psicofisica materna, sia allo stabilirsi di una relazione positiva pre­coce con il bambino.

 

RELAZIONE:

L'inizio della re­lazione tra la madre e il nascituro è caratterizzato dal duetto continuo e costante di proposte-risposte sonore, ritmiche e motorie. Il ruolo prioritario delle prime relazioni, già a partire da quelle materno-fetali, nello strutturarsi della mente dell'individuo.

L'esperienza acustica è significativa, in quanto usare la voce è sinonimo di relazione psichica.

Con l'utilizzo della voce, dei suoni e della respirazione la futura mamma instaura la base per lo sviluppo affettivo, relazionale e psichico del feto. La comunicazione col nascituro appare subito immediata, così come il suo nuovo investimento affettivo; il coinvolgimento dei componenti della relazione è totale, questa “permanenza sonora” continuerà a rafforzarsi fino al termine della gravidanza. Durante questi momenti di dialogo, l'unione madre-figlio assume toni di grande piacere e intimità. Le musiche e i canti utilizzati dovranno avere la capacità di mettere in comunicazione il Sé adulto-materno con il suo Sé ludico-infantile.

Attraverso l'oggetto sonoro, la persona entra in contatto con sé stessa e con gli altri

 

ASCOLTO:

Ricerca dell'ISO (identità sonora, nucleo profondo che riassume il vissuto sonoro dalle forme archetipe per giungere alla nostra storia più recente) e del rilassa­mento.

Il rilassamento che deriva dall’a­scolto infatti contribuisce ad abbassare le tensioni, a regolarizzare il battito del cuo­re e la pressione del sangue. Grazie alla produzione di endorfine, la musicoterapia con­trasta la stanchezza e il malumore e aiuta a vivere più serenamente.

Il corso di preparazione al parto con la musicoterapia si fonda sull’ascolto di brani di musica di vario genere, soprattutto musica classica, new age, etniche e suoni della natura, scelti tra quelli che risultano più graditi sia alla donna sia al feto. 

 

Ascoltare permette di riconoscere un suono già ascoltato differenziandolo dagli altri: così ha origine la memoria. L’ordine ternario del pulsare cardiaco e l’ordine binario del camminare e della respirazione sono, insieme ai timbri viscerali e vocali, le basi che fanno essere il grembo materno la Prima Orchestra. Il corpo materno, attraverso tutto se stesso, in un gioco di trasmissione dei suoni, coinvolge in ogni attimo il corpo del figlio nella risonanza originaria. La nascita segna l’aprirsi in un mondo non più liquido ma fatto di aria.  Egli è pronto per far sentire la sua voce perché sa ascoltare. Perché accolto, compreso, ascoltato, ascolta e sarà in grado di ascoltarsi, di distinguere la sua voce fra le altre voci.

 

CANTO:

prenatale, ninnananne, psicofonia, canzone di relazione col nascituro.

Attraverso il canto, il nascituro viene stimolato in senso vibrotattile, con una rappresentazione maggiore di frequenze sonore rispetto a quelle della voce parlata.

L'uso della voce da parte dei genitori incoraggia la crescita neurologica del bambino.

Durante la pratica vocale ci si deve avvalere di una corretta fonazione, di una corretta postura e del sostegno del fiato.

 

Si utilizzeranno cellule ritmiche e melodiche, il canto carnatico per la ricerca di una fo­nazione che produca una        risonanza ossea tale da sollecitare il bambino.

Si suggerisce alle gestanti di utilizzare la voce per accompagnare il travaglio e il parto dato che dei particolari suoni puntano sul diaframma, aumentando la pressione uterina e favorendo un parto più veloce. Anche l'apertura perineale risulta più efficace.

 

ESPLORAZIONE:

La scelta di un determinato strumento musicale indica già la predisposizione personale a reagire di fronte alle difficoltà, esprimendo il proprio carattere. L'improvvisazione strumentale può essere creativa, liberatoria su base musicale.

 

IMPROVVISAZIONE a scopo terapeutico.

L'uso della improvvisazione (Alvin, 1975), nelle pratiche della musicoterapia, ha un significato soggettivo e ha l'obiettivo di conoscersi attraverso il linguaggio non verbale esprimendosi con meno barriere. L'improvvisazione è la capacità di captare le vibrazioni esterne e interne delle persone, degli oggetti e degli ambienti, relazionan­dosi con esse e realizzando sul momento, con qualsiasi suono (prodotto dalla voce o strumentale), un “ponte” , veicolo di energia, in uno scambio dinamico continuo tra chi suona e chi ascolta detto DIALOGO SONORO.


Contatti

dott.ssa Silvia Prati

346-6303986


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